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25 novembre 2018 | Paolo Fusi
cantautore, giornalista, scrittore

25 novembre 2018

Il giochetto a scaricabarile continua. Alla gente piace. Ci sono intere nazioni, come gli Stati Uniti, in cui la gran parte dei cittadini passa gran parte del tempo a cercare altrove le proprie responsabilità – un esercizio folle che, specie nel settore sanitario, costa ogni anno moltissime vite, di persone che hanno bisogno di aiuto e non ne ricevono perché nessuno vuole prendersi la responsabilità (che può costare milioni) di dare una mano e sbagliare una mossa. Del resto l’intera struttura del pensiero cristiano è costruito sul potere della colpa e di chi (il clero) ha il diritto di cancellarla. In una società medievale, i danni originati da un imbecille sono limitati. Nelle moderne democrazie ad alta tecnologia, come si vede, è vero il contrario. Per questo, da circa un secolo, esiste un pensiero, detto strutturalista, che rinuncia a cercare i colpevoli, ritiene che la ricostruzione della catena causa-effetto (tanto amata da cristiani e deterministi vari) valga solo nel caso in cui esistano prove scientifiche, e che, invece di cercare di capire chi abbia la responsabilità (e che quindi sottragga a tutti gli altri la necessità di ricercare una soluzione), usi i dati a disposizione per permettere una scelta la più oculata possibile. Ciò che sta accadendo in Francia si collega evidentemente alla condizione di delirio che stiamo vivendo in Italia. Macron propone una tassa sui carburanti perché vuole ridurre le emissioni di CO2. la gente, se potesse, lo ammazzerebbe. Da noi, quando si dimostra che il nuovo governo ne ha combinata una intollerabile, la reazione é: quelli di prima erano peggio. Noi abbiamo passato troppo tempo a far capire a queste persone che hanno torto. Le loro conoscenze del passato sono talmente limitate da permettere loro di credere fideisticamente alle balle della propaganda di chiunque dica loro che hanno diritti senza limiti e responsabilità zero. Ma da oggi in poi bisogna cambiare il tiro. Non importa chi, nel passato, abbia fatto cosa. Importa chi, oggi, stia distruggendo il Paese. Che i vecchi fossero peggiori non autorizza nessuno ad annientare la nostra economia in nome di una vittoria elettorale.

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