Il glam – Jump (Van Halen)

Il glam
“Jump” (Van Halen) – 1984

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Mentre l’hard rock era una musica tipicamente maschilista e sbruffona, la band di David Lee Roth diventa la più grande manifestazione mondiale di heavy glam, ovvero di musica metallara, velocissima, eppure sfacciatamente omosessuale. David Lee Roth, il cantante storico della band, viene da una famiglia di medici ebrei che si tramandavano la professione da generazioni, ed aveva iniziato a cantare già da bambino, avendo nel suo repertorio di tutto, da Frank Sinatra a Bob Dylan, dai Kiss (che scoprirono i Van Halen) ai Queen di Brian May e Freddie Mercuri. La novità del glam dei Van Halen è la grande perfezione tecnica (non dimentichiamo che i Tyrannosaurus Rex di Mark Bolan erano estremamente approssimativi, e che personaggi come Adam Ant facevano più caso ai vestiti che alle armonie) e che portò Eddie Van Halen a pretendere uno studio di registrazione speciale e modernissimo per la produzione dei loro album, a partire dal fortunatissimo “1984”, che era talmente “costruito” da non poter essere suonato compiutamente dal vivo. Ma dopo Meat Loaf and Jim Steinman il glam rock è stato costretto a fornire prestazioni più convincenti, anche perché la competizione, in quegli anni, divenne enorme: Aerosmith, Def Leppard, Poison, gli Europe di “The Final Countdown”, e poi tutta la parte più commerciale dell’Heavy Metal. A nostro parere i Van Halen di David Lee Roth sono stati la prima band post-musicale, ovvero dei tempi contemporanei in cui il rhythm’n’blues è stato pervertito ad un semi-riff di basso, accompagnato da tecnologia pulsante, tutta elettronica, e da una voce che ripete parole senza senso in modo da cancellare l’essenza stessa del concetto classico di canzone, proveniente da secoli di canzone popolaresca e dalle arie della musica operistica. Il glam, sia quello dei Queen che quello dei Van Halen, ha cancellato la musica come la conoscevamo nella nostra gioventù, e l’ha trasformata in una manifestazione di sessualità sfrontata. Nulla contro di ciò, ma è un peccato che in nome della sessualità si debba rinunciare alla musica.

 

“Jump”

I get up, and nothing gets me down.
You got it tough. I’ve seen the toughest around.
And I know, baby, just how you feel.
You’ve got to roll with the punches to get to what’s real

Oh can’t you see me standing here,
I’ve got my back against the record machine
I ain’t the worst that you’ve seen.
Oh can’t you see what I mean?

Might as well jump. Jump!
Might as well jump.
Go ahead, and jump. Jump!
Go ahead, and jump.

Aaa-ohh hey you! Who said that?
Baby how you been?
You say you don’t know, you won’t know
Until we begin.

Well can’t you see me standing here,
I’ve got my back against the record machine
I ain’t the worst that you’ve seen.
Oh can’t you see what I mean?

Might as well jump. Jump!
Go ahead and, jump.
Might as well jump. Jump!
Go ahead and, jump.

Might as well jump. Jump!
Go ahead and, jump.
Might as well jump. Jump!
Go ahead and, jump.

(Jermaine Dupree, Gregory Allen Webster, Marvin R. Pierce)