L’alienazione intellettuale – Road to Nowhere (Talking Heads)

L’alienazione intellettuale
“Road to Nowhere” (Talking Heads) – 1985

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Tra tutte le band di New Wave, una, guidata dallo studente di storia dell’arte David Byrne, ha avuto un percorso del tutto diverso. Per due motivi: perché i testi d Byrne sono fin dall’inizio straordinariamente politici, di critica sociale e culturale; perché dopo il primo disco a lavorare con loro ci andò Brian Eno che li vide come la più grande speranza della musica pop contemporanea. Eno portò nella band musicisti come Adrian Belew, che suonava con David Bowie, ed una serie di insegnamenti presi da Fela Kuti e dalla musica etnica, soprattutto quella africana, che in quegli anni iniziava ad influenzare seriamente i migliori musicisti, specie negli Stati Uniti. Nel breve volgere di due anni David Byrne ed i Talking Heads divennero i cantori dell’alienazione di una nuova generazione di intellettuali, terrorizzati dalla deriva volgare, consumistica, individualista, anticulturale dell’America prima e di tutto l’Occidente poi. Jonathan Demme, il famoso regista de “Il silenzio degli innocenti” e di decine di altri grandi successi di Hollywood, girò con la band il film “Stop making sense”, che divenne una pietra miliare dell’intellettualismo americano negli anni del becerismo reaganiano e più tardi tipico dell’amministrazione Bush. Alcuni anni dopo David Byrne realizzò da solo il film musicale più famoso della band, “True stories”, che è un monumento minaccioso e fantasmagorico di tutto ciò che abbiamo sempre odiato e temuto dell’America. Il film conteneva una canzone, Radiohead, da cui la famosissima band di oggi ha preso il suo nome – ma l’intellettualismo de Talking Heads influenzerà tutti i gruppi importanti degli ultimi 20 anni: i B52, i REM, i Radiohead, Nelly Furtado, i Manic Street Preachers, Beck, e persino i fondatori del britpop: i Verve, i Blur e gli Oasis. Se nella musica anglosassone, per tradizione, i testi impegnati erano rimasti confinati al folk ed al Progressive Rock, con i Talking Heads una nuova corrente del pop mainstream è costretta a ragionare profondamente sui contenuti, e con il passare degli anni la sensazione di alienazione provata dagli intellettuali di fronte alla deriva oscena della cultura Occidentale, ovviamente, continuerà a crescere.

 

“Road to Nowhere”

Well we know where we’re goin’
But we don’t know where we’ve been
And we know what we’re knowin’
But we can’t say what we’ve seen
And we’re not little children
And we know what we want
And the future is certain
Give us time to work it out

We’re on a road to nowhere, come on inside
Takin’ that ride to nowhere, we’ll take that ride
I’m feelin’ okay this mornin’ and you know,
We’re on the road to paradise, here we go, here we go

We’re on a road to nowhere, come on inside
Takin’ that ride to nowhere, we’ll take that ride
Maybe you wonder where you are I don’t care
Here is where time is on our side, take you there…take you there

We’re on a road to nowhere, We’re on a road to nowhere,
We’re on a road to nowhere

There’s a city in my mind come along and take that ride
And it’s all right, baby, it’s all right
And it’s very far away but it’s growing day by day
And it’s all right, baby, it’s all right
They can tell you what to do but they’ll make a fool of you
And it’s all right, baby, it’s all right

We’re on a road to nowhere

(David Byrne)