L’omosessualità – Smalltown boy (Bronski Beat)

L’omosessualità
“Smalltown Boy” (Bronski Beat) – 1984

bronski-beat
Da solo su una banchina, il vento e la pioggia su una faccia triste e solitaria. Tua madre non capirà mai perché sei dovuto partire. Ma le risposte che cerchi non saranno mai trovate a casa, l’amore di cui hai bisogno non sarà mai trovato a casa. Vattene, scappa…. Vattene, scappa…. Vattene, scappa… E’ l’estate del 1984, annunciata da una voce acuta, soave, dolcissima… è un uomo o una donna? Ma è anche un urlo, un urlo interiore, disperato, di vergogna e di rifiuto, lento e inesorabile. L’arrivo nelle discoteche di “Smalltown Boy” rappresenta un evento politico e sociale, soprattutto tra giovani generazioni che rifiutano la presenza degli omosessuali, e gli omosessuali che rifiutano il rifiuto della loro propria esistenza. La musica è volutamente accattivante, e il falsetto di Jimmy Sommerville seducente, come la vicenda narrata nel video: un ragazzo di provincia scappa da casa e dalla famiglia, mai accettato, preso a calci, rifiutato, ghettizzato. Questo pezzo dimostra che si può parlare di temi importanti e delicati anche in contesti di intrattenimento. La verità era che le case discografiche non volessero, mentre il pubblico era già pronto. Il disco scalò la vetta delle classifiche mondiali: ballavano i gay, ballavano gli eterosessuali, ballavano anche i genitori su queste note che urlavano la necessità di un risveglio di una società dormiente e arroccata nei propri pregiudizi, figlia della paura nei confronti del diverso, un nuovo volto del razzismo. Nel video si allude, non si esplicita mai. Perché era proibito e per evitare la censura da parte delle emittenti televisive, e per questo il messaggio diventa ancora più profondo. Intimo. La vittima omosessuale diventa carnefice perché colpevole del suo “peccato”, come accade spietatamente oggi. La società è sorda e crudele, e quel peggio lo è la famiglia (la mamma distrutta e il padre che lo munisce di denaro quasi per liberarsene), la scuola, i luoghi che dovrebbero essere votati alla assenza di discriminazioni e pregiudizi. Il peggio è che ancora oggi è così, forse in maniera meno esacerbata, ma sempre profondamente etichettata. Per questo “Smalltown Boy” è una icona immortale, un urlo senza tempo.

 

“Smalltown Boy”

To your soul, to your soul… Cry… …Cry… …Cry…

You leave in the morning with everything you own in a little black case
Alone on a platform, the wind and the rain on a sad and lonely face
Mother will never understand why you had to leave
For the answers you seek will never be found at home
The love that you need will never be found at home
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away

Pushed around and kicked around, always a lonely boy
You were the one that they’d talk about around town as they put you down
And as hard as they would try, they’d hurt to make you cry
But you’d never cry to them, just to your soul
No, you’d never cry to them, just to your soul
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away

Cry boy, cry, cry boy, cry, cry boy
Cry boy, cry, cry boy, cry boy, cry, cry boy
Cry boy, cry, cry boy, cry boy, cry, cry boy
Cry boy, cry, cry boy, cry boy, cry
You leave in the morning with everything you own
In a little black case
Alone on a platform, the wind and the rain
On a sad and lonely face
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away
Run away, turn away, run away, turn away, run away

(Larry Steinbacheck, Jimmy Sommerville, Steve Bronski)