cantautore, giornalista, scrittore

4 maggio 2019

Questo è un post apertamente razzista. Dunque. Ho appena consegnato un incarico e sto cucinando, quindi accendo la TV per sentire delle voci. Come i vecchietti, quale io sono. Dopo un po’ mi accorgo della natura della trasmissione. Quattro coppie si sposano in TV e concorrono, tra loro, al “matrimonio perfetto”. Otto persone che mi sembrano assolutamente aliene. Non una delle frasi che non fosse apertamente superficiale, imbecille, disperante. In un matrimonio gli invitati entrano in sala chiamati da un moderatore, che li fa passare tra due ali di camerieri che applaudono. 90 minuti per riempire la sala. In un altro matrimonio gli ospiti vengono pressati come sardine su un barcone e portati sul Lago d’Orta. Cadono le seguenti frasi: “Ma guarda quella, sembra che invece di sposarsi siamo qui a fare cultura”. Oppure: “Tutto è perfetto finché lo decido io, per questo mia moglie non è stata coinvolta”. Oppure: abbiamo speso 25mila Euro, che nessuno creda che non abbiamo i soldi”. Oppure: “Sei ore di pranzo, 27 portate, voglio vedere chi è più bravo di noi”. Oppure: “Il matrimonio è la bella fine di una storia d’amore, no?” Oppure: “Di lui amo tutto, ma soprattutto che è sexy quando guida e muove il cambio”. Dei quattro sposi, nessuno che io mi augurerei di conoscere personalmente: brutti, gretti, ignoranti, superficiali, assolutamente inappetibili, sembra che le quattro ragazze fossero all’ultima spiaggia mentre l’orologio biologico urlava pietà. E le unghie delle spose. Ma queste, oramai, le si vede dappertutto. Unghie ispessite e gigantesche, lunghe al di là del becero, colorate in modo clownesco ed addobbate con perline, sterline e chissà cos’altro. Ed ecco la frase razzista. Donne con quelle unghie mi sembra che stiano gridando: Vorrei andare a letto con 500 uomini che mi piacciono e cui non piaccio, o che non ho il coraggio di abbordare, quindi decido che non sono una mignotta (perché le donne, se frustrate, posso essere contro l’emancipazione come e più degli uomini) e che, invece della felicità e di qualche notte di soddisfacente lussuria, si mettono sulle unghie il semaforo della loro alienazione. Ogni 15 minuti l trasmissione viene interrotta dalla pubblicità. Si cercano ospiti per un’altra trasmissione, nella quale il protagonista, che per timidezza, per vergogna, per paura, non è riuscito a dire una cosa estremamente personale ed importante ad una persona cara, la va a dire a milioni di italiani in TV. Tutta questa gente, ovviamente, torna a casa e vota. Per fortuna non fanno troppi figli.

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