cantautore, giornalista, scrittore

19 aprile 2019

Cerco di non menzionare Lombroso, quando penso a Vito Crimi. Ma Gaber diceva che ognuno di noi lavora per anni alla propria bruttezza, sicché, a ragione, puoi andare da un uomo brutto e dirgli: cretino. Mi vengono lacrime di rabbia a pensare che mezzo secolo di storia dell’unica emittente politica libera d’Europa (e, per quanto ne so, del mondo intero), che fungesse da servizio pubblico, trasmettendo le riunioni del Parlamento, delle Commissioni, e dei principali eventi politici, vengano ammazzati da questo imbecille ignorante e presuntuoso, galoppino demente di un movimento politico che, o non riesce a decidere, o decide contro la libertà, contro la giustizia, contro la trasparenza, contro la democrazia. Mi immagino che per Vito Crimi e quelli come lui (i CrimiNali?) Radio Radicale parlasse una varietà d’italiano troppo complessa, fosse snob, perché chi moderava aveva una coscienza storica, delle profonde conoscenze politiche e giuridiche, e si occupasse non di potere (come questo governo) ma della difficile ed ingrata disciplina del prendere decisioni – che è l’esatto contrario del Grillismo, nato per rinviare, nascondere, mentire, e poi scaricare le responsabilità su altri. Forse per questo è morto proprio ora Massimo Bordin, che in questo mezzo secolo, ogni mattina, faceva la migliore rassegna stampa che io abbia mai ascoltato – piena di fatti veri, non di intrighi da adolescenti come Tele Di Maio e Salvini. Se i Grillini uccidono Radio Radicale, sarebbe giunto il momento di scendere in piazza armati. Il Grillismo è peggio del fascismo, è ignoranza, idiozia e sopraffazione. Sogno un’Italia in cui il Grillismo sia un crimine penale e Vito Crimi, per l’orrore che suscita, sia allo zoo, dalla parte giusta del vetro.

Lascia un commento