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10 novembre 2018 – 2 | Paolo Fusi
cantautore, giornalista, scrittore

10 novembre 2018 – 2

Non può essere la magistratura a risolvere i problemi politici. La sentenza sul caso Raggi ne è l’ennesima dimostrazione, per coloro che, dopo anni di lotta “apolitica” contro Berlusconi, non avessero ancora capito la lezione. Ho l’impressione che le cose stiano peggiorando, specie nella Capitale. Dal momento che non esiste un’alternativa politica al M5S, coloro che sono disgustati da Virginia Raggi hanno sperato che fosse la magistratura a risolvere il problema. Non lo ha fatto, e non era di sua competenza. Il giudice ha confermato che Virginia Raggi abbia mentito, ma ha deciso che non si tratti di un fatto penalmente rilevante. Giusto, si tratta di una questione politica. Ma siccome la politica non esiste più, i Grillini si permettono di sbrodolare frasi oscene contro i giornalisti e minacciare la stampa in generale, con il solito atteggiamento violento, volgare, antidemocratico, intimidatorio. mancavano solo raccomandazioni sull’olio di ricino, ma questa è gente ignorante che non capisce i simboli e non conosce il passato. I Grillini lo fanno, perché nessuno si oppone, e chi scrive sui giornali non ha più una vera e propria consapevolezza e credibilità del proprio ruolo, quindi si nasconde il disastro politico della sentenza con una serie di affermazioni assurde. Le sue menzogne sono cancellate. La sua gestioine disastrosa del Comune è, almeno per un giorno. Dimenticata. La verità viene nascosta: la Raggi non è andata a processo perché lo ha chiesto la stampa, ma perché lo ha deciso un magistrato. Matteo Salvini fa più bella figura dicendo che la Sindaca verrà giudicata per il suo lavoro, e non per le chiacchiere. Oggi a Roma c’era il referendum per privatizzare l’ATAC. Tutti sono d’accordo nel dire che il M5S, con i bus, ne ha combinate di tutti i colori, che l’ATAC non funziona più – ma a votare, vista la bella giornata, non ci è andato nessuno. Nessuno. Del resto, dopo il suicidio del movimento radicale, ordito da Emma Bonino e Riccardo Magi, la base stessa, che qualche anno fa aveva dato il sangue per gli otto referednum chiamati “RomaSiMuove”, non esiste più. Esiste solo un ufficio lobbystico gestito da Bonino e Della Vedova, che ha come obiettivo garantire due o tre posti di lavoro in Parlamento ai leaderini trombati in diverse liste del passato immediato, peraltro nemmeno contigue politicamehte. Il PD (sorpresa! sorpresa!) non ha colto l’occasione politica: avrebbe dovuto muovere mari e monti e portare tutti a votare. Non l’ha fatto. Quindi il M5S ora ha almeno due anni gratis al potere in cui potrà fare qualunque cosa, sapendo di agire nel vuoto pneumatico di una democrazia non compiuta, senza contrapposizioni, senza idee, senza progetti, senza consenso popolare. E quando si andrà a votare, c’è da temere che l’unica possibile alternativa al M5S sarà la Lega. Come direbbe il Vicequestore Schiavone (altra delusione, visto che ad ogni nuova stagione ci raccontano una volta ancora ciò che ci avevano raccontato nella stagione precedente), la gestione del Comune di Roma è una rottura del decimo livello, quindi lasciamo stare. La rassegnazione ha preso il posto di qualunque emozione. In strada marciano i nazisti di casapound e Forza Nuova. La rabbia si limita agli insulti online, nessuno partecipa più. Si vede che, nella percezione comune, non stiamo ancora abbastanza male, bisogna che le cose peggiorino. La Signora Raggi garantirà almeno questo, visto che ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di fare altro.

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