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9 novembre 2018 | Paolo Fusi
cantautore, giornalista, scrittore

9 novembre 2018

Uno dei motivi per cui ho sempre ammirato la Svizzera è la politica di sostegno dell’agricoltura di montagna. La Confederazione, da sempre, spende miliardi per permettere ai contadini ed agli allevatori che popolano le valli le più isolate e meravigliose che possiate immaginare di continuare a vivere bene ed a veder crescere, anno dopo anno, le proprie condizioni di vita: un’organizzazione militare per tenere puliti i sentieri e le strade, il sistema dei Postauto per garantire gli spostamenti, le cooperative di Stato per raccogliere il latte e gli altri prodotti, l’attitudine della popolazione di iscriversi acooperative di consumo, grazie alle quali, ogni giorno, i contadini ti portano a casa i prodotti disponibili quella mattina. Oggi, su “Propaganda Live”, Diego Bianchi ha mostrato per ore le valli della provincia di Belluno più colpite dal disastro della settimana passata. Gente solida, allegra, positiva, imbarazzata nell’esprimere il proprio disappunto nella certezza di essere abbandonati a sé stessi, quel borbottare affettuoso e timido di chi, una volta in più, si è tirato su le maniche e si è messo, con una pazienza certosina, a riaggiustare tutto. E ci vorranno tanti anni. E finalmente ci vorrebbero degli aiuti (che non ci saranno, lo stanziamento di 53 milioni per tutta l’Italia è un’offesa) commisurati alla prestazione di queste bellissime persone. Amare la Terra, anche se è in basso, anche se é dura e matrigna, perché le apparteniamo.

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